venerdì 31 luglio 2015

Zero Zero Zia

Era stata in piedi tutta la notte ed aveva dovuto lavorare anche quel giorno. La mattina era passata lenta e nonostante avesse fatto di tutto per resistere, alla fine aveva ceduto e si era presa le ultime due ore di permesso per potere rincasare prima.
Non riusciamo a venir fuori, aiutaci!
Non poteva smettere di pensarci. Quella telefonata inaspettata della sera prima l'aveva allarmata non poco e sapendo di dovere lei stessa andare nella "tana del lupo" tanto valeva farlo in fretta, prima che fosse troppo tardi!
Ritornata a casa quindi, aveva preso le ultime cose, portato con sé la sua fidata amica - confidando nel fatto che sarebbe stato un aiuto prezioso - e si era avviata in largo anticipo per l'appuntamento.
Era lì già da mezz'ora sperando di cavare un ragno dal buco, ma nulla. Quell'edificio era insondabile, non c'erano porte, né finestre aperte. Sebbene fosse di soli due piani sembrava impossibile scalarlo e comunque l'idea era stata scartata immediatamente (non aveva voglia di rischiare cadute rovinose e beccarsi altri punti, le bastavano quelli procuratisi la settimana prima!). Miss Grey dopotutto se ne stava lì acciambellata sul sedile del passeggero e non sembrava avere voglia di collaborare.
<<Diamine! Ti ho portato perché mi aiutassi, non perché te ne stessi tutto il pomeriggio a dormire. Ora vai in avanscoperta e trovami un buco dal quale entrare!>> fa per aprirle la portiera abbassandosi su di lei, poi aggiunge <<Sei un gatto, per la miseria!>> ed a queste ultime parole pronunciate con un sorriso il felino affusolato le dà una testatina di intesa e scompare alla sua vista scendendo dall'auto.
Consuelo aspetta i canonici cinque minuti prima di entrare in azione, poi senza troppi complimenti comincia a spogliarsi, mostrando la tutina alla Cat Woman che indossa sotto la camicia e i pantaloni. La sua però è verde scuro. Si lega i capelli, esce dall'auto acquattandosi ed in pochi secondi si dirige verso quello che sembra essere l'unico ingresso: un pozzo in disuso a qualche metro dalle mura perimetrali. L'aveva scorto poco prima dal finestrino e sembrava abbastanza nascosto perché nessuno lo notasse.
Con passo felpato e leggero punta verso il bosco in prossimità della villa, ancora qualche falcata ed il pozzo entra nel suo campo visivo. E' messo molto male, il bordo è scivoloso perché pieno di muschi, i mattoni grigi che lo compongono sono scheggiati e in alcuni punti stanno cedendo al peso del carrello con il secchio per l'acqua. E' un vero e proprio pozzo medievale sormontato da un arco in ferro battuto.
Ottimo! Quello mi verrà utile! pensa Consuelo senza perdersi d'animo.
Sotto la manica destra della tuta attillata porta un orologio particolare - uno dei suoi gioielli speciali, come ama definirli - dal quale tira fuori un laccio resistentissimo che aggancia per un'estremità all'arco di ferro del pozzo. Quindi preme un pulsante che sembra posizionato sul calcagno sinistro e con un rumore sordo come di velcro adesivo le suole delle sue scarpe diventano immediatamente a prova di arrampicata. La giovane si guarda intorno circospetta, un'ultima occhiata dentro verso il basso e con un salto acrobatico a testa in giù si lancia all'interno del pozzo comiciando la sua discesa verso l'ignoto.
Miss Grey intanto dopo essere uscita dall'auto ed essersi mossa per lo più sotto le vetture parcheggiate nell'enorme piazzale, decide di puntare ad una piccola apertura rivestita da una grata e poggiata quasi sul selciato alla sua altezza. E' un foro che dà certamente sulle cantine e che serve ad illuminarle. Con un balzo si muove in quella direzione quando un meraviglioso, nonché rarissimo esemplare di Loddigesia mirabilis dalla bicoda cobalto le passa davanti distraendola completamente.

Un'ultimo sforzo ed ora è dentro. Dopo avere disceso il pozzo, strisciato sui gomiti e sulla pancia seguendo il percorso dell'acqua, risalito una scala di pietra sotterranea malferma e scassinato una antica porta di legno chiusa con un lucchetto, Consuelo finalmente entra senza ulteriore fatica all'interno dell'edificio. Ciò che per prima cosa rapisce la sua attenzione è un intenso profumo di Chianti Classico DOCG. Il vino della sua terra le cui note floreali di mammole, giaggiolo, frutti rossi e spezie la portano letteralmente in estasi facendole dimenticare per un attimo il motivo per cui è lì.
Miss Grey saltella felice nel boschetto fresco, gira in tondo attorno al profumato faggio sui cui rami s'è posata la Loddigesia. Annusa, gratta, prova a saltare e si sente felice. Quel gioco le piace, non vorrebbe farne uno diveso ed è decisa a rimaner lì tutto il giorno a guardare l'elegante uccelletto muversi sinuoso. Poi all'improvviso il cicaleccio di due stupendi e coloratissimi Neophema chrysogaster, meglio conosciuti come Parrocchetti ventrearancio, la distrae nuovamente portandola con la fantasia in luoghi inimmaginabili.

Oramai paga delle leccornie dalle quali è circondata, Consuelo decide di venir via dal quella cantina dei sapori ed appena fuori dalla porta si riprende completamente maledicendosi per tutto il tempo perso. Un corridoio lungo dalle luci soffuse l'accoglie indicandole un'unica via d'uscita a destra. Si domanda curiosa come mai a quel punto ancora nessuno l'abbia scoperta. Procede a passo svelto lungo le pareti color mattone del corridoio alla fine del quale sale un'ultima rampa di scale fino all'uscita. Chiudendosi la porta alle spalle, si accorge con sgomento di essere ritornata all'ingresso della villa, solo che ora è dentro! Dall'altra parte della porta c'è parcheggiata la sua auto. In quella stanza non c'è che una serie di porte chiuse - salvo quella d'ingresso - che nemmeno i suoi arnesi più sofisticati hanno saputo scassinare. D'un tratto il suo orologio suona due piccoli bip a distanza ravvicinata: è il segnale che sta per scadere il tempo. Da lì a dieci minuti avrebbe dovuto presentarsi all'incontro per il Cafè Littéraire. Senza indugiare ulteriormente si lancia fuori e corre verso la sua automobile, sperando di non essere stata vista.

Distratta dal rumore di una porta che sbatte e vedendo una macchia verde scuro muoversi velocemente, Miss Grey a malincuore fa per abbandonare i pappagallini e gli uccellini colorati ed insegue la sagoma. In pochi balzi la raggiunge.
<<Sei qui!>> dice Consuelo ansimante per la corsa ed intenta a cambiarsi d'abito. Miss Grey risponde con un miagolio non troppo entusiasta.
<<Scoperto niente?>> continua, mentre si sistema i capelli. Un altro miagolio poco convinto.
<<Beh, nemmeno io! Abbiamo solo perso tempo ed ora è troppo tardi, anche se ad essere sincera non credo avremmo trovato qualcosa di interessante>> Consuelo fa in tempo a sistemarsi, che la sagoma di Roberta le si avvicina sorridente da lontano.
Preparata per l'imminente - ed a quanto pare innocuo - incontro, si dirige verso la padrona di casa, la quale con grande gioia le dice <<Consu, ti aspettavo!>> quindi l'abbraccia.
<<Ho portato il gelato e anche Miss Grey>> aggiunge lei un po' rossa in viso.
<<Mi hai salvato la giornata! Mi sentivo persa fino a poco fa! Andiamo, ti faccio strada!>> conclude Roberta.

***  *  ***  *  ***

Nel tempo libero faccio il Gatto vi augura buone vacanze e torna a settembre. Miu e Mia ringraziano per la presenza tutti coloro che sono passati a lasciare un saluto, un bacio e più spesso un abbraccio. Siamo commossi da tanto affetto e ogni giorno non ci sembra vero!
Anche il Cafè Littéraire si prende una pausa virtuale, in pentola bollirà sempre qualcosa ed è sempre bene non perdersi cosa accade Parallelamente!
Buona estate, buon mare e buona montagna a chi va, buona città a chi resta e buona vita a tutti!

Miu, Mia, MamiR e PapiF



NOTA: I nomi, i personaggi, i luoghi e gli eventi raccontati sono frutto della fantasia dell'autore, pertanto eventuali riferimenti a fatti e/o persone (laddove non specificato e se già in pertinenza richiesto agli interessati) è puramente casuale. Questo testo è di proprietà dell’autore ed è protetto dalla legge sul diritto d’autore n.633/1941 e successive modifiche. Come da disclaimer presente in "Nel tempo libero faccio il Gatto" ne è vietata ogni riproduzione, copia, pubblicazione o redistribuzione totale o parziale previa richiesta all'autore stesso. 

domenica 26 luglio 2015

Un posto a L'ombra

E quindi se ne sono andati!
Lasciandoci per un'intera settimana.
Poi son tornati pieni di denti...

Denti?

 

Sì, quando mostrano centocinquantamila denti e non c'è niente che tu possa fare per farglieli coprire!

I denti? 

Eh!


Intendi quando ridono?

Eh!

Beh vorrei vedere te al loro posto! Sono stati a Londra!


E questo cosa significherebbe?

Significa che sono felici, no?

Di averci lasciate sole una settimana?

No! Semplicemente di essere stati a Londra!


Io non ci trovo nulla di divertente!

Non siamo tutti uguali.

E poi sai già qual è la mia idea di divertimento! 

Sì, crocche e ninna! Sai che gioia! 

Io almeno non mi muovo di qui e se loro hanno bisogno di me io ci sono sempre! Tzè!

Per me tu avresti bisogno di un bel bagno!

Cosa c'entra il bagno, adesso?

Mah! Per rinfrescare i pensieri!

Ratto tu a volte sai essere senza cuore!

Prego?

Vuoi dirmi che non ti sono mancati nemmeno un pochino?

Io... ehm... sì, certo che mi sono mancati!


Non mi sembri convinta!
 
Ma sì, sì che mi sono mancati! Ma vuoi mettere la differenza? Quando papino e mammina non ci sono abbiamo la casa tutta per noi!

Noi abbiamo lo stesso la casa tutta per noi, anche quando ci sono! 

Non è la stessa cosa!

Che vorresti dire?

Voglio dire che quando loro non ci sono i nonnini ci portano il prosciuttino, e la carnina e il pesciotto! Poi con il dispensa-crocche automatico sai che posso fare la scassinatrice e mangiarmi razione doppia!

Pensi sempre a mangiare?

E tu pensi sempre a lamentarti?

Io non mi lamento! Io sono realista!
 
No, tu ti lamenti.


Ma poi posso dire una cosa?

Una?


Non mi sembra di aver visto questi gran bei posti all'ombra! Non capisco cosa cavolo ci siano andati a fare se poi nemmeno si son goduti la frescura!

...

mercoledì 15 luglio 2015

Il secondo è del Ratto

Ok, le avete dedicato una storia! Una di quelle... come dire... alla MariaDeFilippi&Co.!
E a me niente.
Mai.
Niente storie.
Ma mi chiamate Lamentina.
A me.
Sempre.
Perché io sono quella che si lamenta, perché ho sempre da ridire sul tempo, la pappa troppo fredda, la pappa troppo calda, la pappa troppo poca, la pappa troppo troppa!
Non vi va mai bene niente.
Ma su una cosa avete ragione.
Il secondo è del Ratto. E' il suo. L'ammetto!
Non obietterò oltre.
Vorrei solo sapeste che in fondo... ma davvero in fondo (in una parte nascosta del mio panciotto) io voglio bene al Ratto. Ma non diteglielo! Io sono una dura e le mielose serenate non sono da me!
Buon secondo compleanno, Ratto!
A te che mi hai rotto, Ratto.
A te che però mi hai anche completato!
Ti voglio bene.

venerdì 3 luglio 2015

Stop Allo Scherzo

Se anche tu come me sei stufo di esser preso per i fondelli...

Se anche tu ne hai le tasche piene di questo continuo dover far finta di stare al gioco...

Se anche tu non hai più voglia di sfoggiare il tuo più collaudato sorriso finto...

Se anche tu vuoi dire "basta" allo spreco di energie nel continaure a cercare coloro che si nascondono...

Se anche tu sei stanco di far finta che tutto ciò ti piaccia...

...grida

STOP ALLO SCHERZO

E come me tornerai a gioire!
Certo, forse all'inizio i giocherelloni si sentiranno offesi di questa presa di posizione, forse terranno il broncio per un po', forse non ti guarderanno come facevano prima, ma presto torneranno alla normalità e a comportarsi da adulti!
Stop Allo Scherzo e la vita ti sorriderà senza prenderti in giro!

Ehm... quale scherzo?

Quello che continuano a portare avanti imperterriti i tuoi genitori, tzè!

Ehm... non ho capito a quale scherzo ti riferisci!

Quello di far finta di non essere in casa, quello di continuare a nascondersi, quello di non rispondere quando li si chiama!

Quelli che hai elencato sono più di uno scherzo!

Hai capito, no? Questo loro costante modo di giocare come fossero bambini immaturi... dovrebbero smetterla! Alla loro età comportarsi in questo modo non fa che renderli letteralmente stupidi! E glielo dirò. Non appena si degneranno di venir fuori, glielo dirò. Credi che abbia paura?

Io... ehm... credo che tu abbia frainteso... loro sono... ehm... partiti!

Eh certo che sono partiti... con la testa sicuramente!

No, nel senso che sono lontani di qui!

Meglio per loro che se ne stiano lontani, non sai cosa gli farei ora!

Sono a Londra!

Con questo caldo me ne starei anche io all'ombra... ma aspetta che vengano fuori alla luce del sole e vedi!

Io (!)... ehm... ok (!!!)... ti aiuto a cercarli...

venerdì 26 giugno 2015

Come nasce un buon Cafè (alla panna)!

E' stato come un lampo.
Silvia esce dalla sua auto appena parcheggiata di fronte al grande casale. Nota svogliatamente le altre auto lì ferme, ma si domanda come mai non ci sia qualcuno nei paraggi! La giornata è limpida e l'orario ormai permette una piacevole sosta al sole. Si appoggia al cofano e con la mano destra tamburella sulla borsa appoggiata alla spalla. La giovane non sa che fare, né dove dirigersi, quindi decide di chiamare sul cellulare la padrona di casa per chiederle spiegazioni.
E' a quel punto che proprio lei le viene incontro - chissà da dove - con passo svelto e gioioso. A metà strada si ferma e le fa un cenno con la mano. La invita evidentemente a seguirla.
Silvia non se lo fa ripetere, anche perché i sorrisi nati nel frattempo sono contagiosi; si volta di scatto verso l'auto e puntando al bagagliaio va a prendere la scatola che ha portato con tanta premura per l'incontro di quel giorno.
<<Dobbiamo passare dal giardino, ci sono... ehm... dei lavori in casa!>> le dice Roberta sorridendo, non appena l'altra le si ferma di fronte, poi l'abbraccia con calore come non vedesse una vecchia amica da troppo tempo.
<<Bene! Una passeggiata mi sgranchirà le gambe!>> risponde impacciata Silvia, ricambiando l'abbraccio con una sola mano, dato che con l'altra tiene il pacchetto.
Le due s'incamminano per una stradina laterale costeggiata a sinistra dal casale e a destra dal bosco fitto e colorato.
<<Mi parlavi di lavori! Di che si tratta?>> domanda curiosa Silvia.
<<Mah! Nulla di così importante... è un progetto che sto portando avanti da un mesetto...>> risponde evasiva l'altra <<...poi sai, trasferirmi qui ha praticamente fermato il tempo...>>
<<Immagino!>> la interrompe Silvia <<Sono certa che la calma di questo luogo debba darti questa impressione, vero?>>
<<...mmh, sì! Qualcosa del genere!>> chiude il discorso Roberta.
Arrivata sul retro Silvia scorge la grande vetrata che dà sull'interno e dopo aver liberato le mani poggiando tutto su un tavolino lì vicino, chiede a Roberta di raccontarle qualcosa sulle stanze per gli incontri letterari.
Un ampio sorriso illumina il volto della piccola padrona di casa, la quale si profonde in una minuziosa descrizione dell'idea di distribuire le sale l'una accanto all'altra. Appena varcata la vetrata, un ampio ingresso rotondo ospita sei porte tutte differenti.
<<La prima alla nostra sinistra è la Classic Room, come vedi la porta è in mogano scuro. Seguono la Modern Room che ha la porta in betulla chiaro spazzolato e la Vintage Room con la porta in rovere sbiancato>> comincia a spiegare lei.
<<Originale! E scommetto che la mia è quella!>> Silvia punta decisa il dito verso la prima porta dopo il corridoio che divide la stanza rotonda a metà.
Appena accanto al corridoio c'è una porta ricca di arzigogoli, ha uno stile orientaleggiante: è in ciliegio con venature rossicce. Ha la forma di un arco, ma termina in alto con una punta. Al centro ospita una vetrata multicormatica anch'essa a punta per seguire la cornice. La maniglia a forma di diamante è di vetro e porta direttamente alla Bohemian Room. 
<<Caspita, sì! E' proprio lei!>> sorride ammirata Roberta <<Accanto a quella ci sono le ultime due porte che danno rispettivamente sulla Minimal Room e sulla Shabby Chic Room>>.
<<Ehi, sono le 17! Facciamo merenda e cominciamo?>> propone Silvia.
<<Ma certo!>> replica l'altra <<Seguimi nel Cafè!>>


NOTA: I nomi, i personaggi, i luoghi e gli eventi raccontati sono frutto della fantasia dell'autore, pertanto eventuali riferimenti a fatti e/o persone (laddove non specificato e se già in pertinenza richiesto agli interessati) è puramente casuale. Questo testo è di proprietà dell’autore ed è protetto dalla legge sul diritto d’autore n.633/1941 e successive modifiche. Come da disclaimer presente in "Nel tempo libero faccio il Gatto" ne è vietata ogni riproduzione, copia, pubblicazione o redistribuzione totale o parziale previa richiesta all'autore stesso.

giovedì 18 giugno 2015

Occhietto sguincio


Definizione di sguìncio: sostantivo maschile probabile derivato del francese antico guenchir «andare di traverso, per sghembo», che a sua volta deriva dal francone wenkjan.

In pratica il Ratto sta schiarendo i peli attorno all'occhio destro.
Diciamo che sta schiarendo anche i baffi a destra.
Diciamo che questa anomalia da gatto strano la noto io soltanto.
E io soltanto la vedo per quel che è: una probabile alitosi che, estesasi tramite "leccaggio" di zampetta anteriore destra, ha provocato scoloritura della peluria durante una pulizia molto profonda del muso. Mi sembra evidente, no?
Papino e mammina sono tutti un fremito. Sono tutti un gridolino d'amore tipo "uuuh che carinaaa!", "uuuuh sono colpi di sole!", "oooh quant'è bella!".

Sto per vomitare.

Vorrei ricordare che per sguincio si intende anche: conformazione di una struttura muraria caratterizzata da due superfici piane verticali formanti angolo OTTUSO!!!
E ho detto tutto!

mercoledì 10 giugno 2015

Quando arriva la nonna

Quando arriva la nonna è sempre festa.
Quando arriva la nonna restiamo sveglie fino a tardi.
Quando arriva la nonna mangiamo sempre schifezze.
Quando arriva la nonna urliamo a squarciagola il suo nome e lei non si arrabbia.
Quando arriva la nonna i divani diventano casa e se un'unghiata ci sfugge lei è pronta a difenderci.
Quando arriva la nonna beviamo dal rubinetto.
Quando arriva la nonna lecchiamo i piatti sporchi.
Quando arriva la nonna il domani è sempre troppo vicino.
Quando arriva la nonna non esistono punizioni.
Quando arriva la nonna niente vaccini.
Quando arriva la nonna più topolini.
Quando arriva la nonna il sole è splendente.
Quando arriva la nonna piovono crocche dal cielo.
Quando arriva la nonna la mamma è felice.
Quando arriva la nonna il papà lo è ancor di più.

Quasi cominciavano a crederti... ma con l'ultima l'hai sparata proprio grossa, eh!

lunedì 1 giugno 2015

Le peculiarità del Ratto

Non sono solita elogiare le mie qualità, né tanto meno innalzarmi a "felina dell'anno". Non vi dirò di quella volta che con un rapido salto ho volteggiato in aria per acchiappare quella succosissima mosca in un colpo solo, né quando ho fatto morire di paura la mia mammina perché ero scomparsa salendo sul soppalco. Oggi vi parlerò del Ratto. Sì! Di mia sorella gatta: tale Mia!
Ebbene cosa sappiamo di lei?
Che è un gatto dal punto di vista formale, ma nella realtà:
- non profuma di gatto, ma puzza di ratto
- ha un muso che ricorda vagamente un topo dei cartoni animati (altro che felino!)
- non sa saltare (tutt'al più lei "si appoggia" agli umani per esser issata... e questo non è saltare!)
- quasi non sa miagolare
Questi motivi da soli potrebbero già bastare ad estrometterla dal fantastico mondo dei "gatti", ma no!
Lei vuole osare, lei aggiunge motivi a motivi, lei ha delle peculiarità solo sue che la rendono praticamente inutilizzabile anche come cacciatrice.
Queste di seguito le prove.
E mi darete ragione!