lunedì 25 agosto 2014

La verità

Stupida foglia

Tzè! Sette giorni sono stati via, quei due! La bellezza di centosessantotto ore. Più di diecimila minuti. Per non parlare dei secondi, ché se prendessi a parametro quelli, dovrei disconoscerli come genitori!

Fiore orrendo
Schifissima ape

E una volta arrivati, che fanno? Guardano, riguardano, copiano, catalogano, passano, trasferiscono, ammirano, quindi di nuovo trasferiscono per ammirare e guardare inutili fotografie. Nulla di più insulso, soprattutto perché i soggetti ritratti non sono altro che fiori, erba e foglie.

Schifissima ape due

Raggi-di-sole-splendente su fuori, erba, foglie, rugiada-scintillante e schifissimi insetti - per lo più api - su fiori, erba e foglie. Insulsissimi fiori multicolori dalle tonalità terrificanti e dall'utilità pressoché nulla. Ripresi da su, da destra, sinistra, dal basso, grandangolo e bokeh, sfumati e luminosi... non se ne può più!

Rugiada-scintillante sull'insulsissimo fiore

Ignobile mela
Per non parlare della rassegna delle piuccheindegne foto fatte camminando per i meleti. Disgustosissime mele verdi, rosse, gialle, striate, striate rosse e gialle, striate gialle e verdi, mature, acerbe, cotte dal sole, taccate dalla pioggia, circondate da puzzolentissimi fiori di Lavanda o ignobilissimi Dente di leone.
Lavanda puzzolente
Se la mamma non mi fosse tornata così tanto scimunita, probabilmente penserei che lo starebbe diventando ora che è a casa. E un, due, tre sbuffa. Un, due, tre sospira.
E noi? Dico... NOI? Cioè piuttosto, io? Di me non si dice nulla? Io che son così bella da immortalare, io che ho sempre fatto invidia per le mie pose da Diva, io che proprio davanti all'obiettivo ci so stare come le crocche sanno stare nella mia pancia (come un filetto di manzo nella mia ciotola, come un trancio di tonno nella mia bocca), io che piuttosto rinuncerei - forse - a quella mosca ballerina pur di farmi fotografare, io che son più bella di un fiore, io che voglio l'attenzione della mia mammina non conto più nulla?
Ma io so la verità! La verità quella vera! La vera verità veritiera! Quella che vogliono nascondermi!
La verità è che non ci voleva tornare a casa, la verità è che ci sarebbe stata volentieri altri dieci giorni lì in quel posto lontanissimo e privo di gatti belli come me. La verità è che quella lì - la mia mamma - avrebbe scambiato la sua stupenda primogenita gatta nera pur di restare in quel luogo di senzagatti ad oltranza.


Amore della mamma... mi sei mancata come mi è mancata l'aria!

Mpf!

Le mie giornate senza te son state vuote e prive di senso...

Tzè!

...non facevo che star su un letto chiedendomi tu come stessi...

...sì, ok... però non esageriamo...

...non ti lascio più, giuro che non ti lascio più!

Eh, quanto sei pesante... no, no... per piacere cércati un posto dove andare, ché già mi stai opprimendo!

domenica 17 agosto 2014

Chi di teatro ferisce...

No! No!
Io con voi non ci parlo! Non vi avvicinate... state lontani e anzi, andate a chiamarmi il Ratto!

Amore, hai visto Miu? 

Sì, beh?

Sembra non accorgersi minimamente che siamo tornati!

E hai notato che sta tutto il tempo appiccicata a Mia? Strano, no?

Sì, strano! Decisamente!

...e non osate parlarmi! Ah! Non osate nemmeno fiatare o respirare... io non vi conosco!

Tra l'altro sembra anche un po' arrabbiata.

Perché dici così?

Eh, guardala... ci fissa in cagnesco!

In gattesco vorrai dire...

Piantala! Sii serio!

Non ve la caverete tanto facilmente... non basteranno due grattini... e nemmeno quelle crocche muffite che hanno continuato a propinarci i nonni (tzè... i NONNI!) per tutta la settimana! Non avevate pensato che noi lo capissimo, vero, che ci avevate abbandonate? NOI VI ODIAMO!
Completamente e trascendentalmente!

Eh, che facciamo, proviamo a darle due crocche?

Credi di comprarla col cibo? Siam stati via pochi giorni... le passerà!

Secondo me no... è incavolata seria, questa volta!

La cosa stranissima è che sembra aver scelto Mia come suo centro del mondo, guarda lì come se la lecca!

...è vero, lo ammetto... il ratto mi è stato di conforto... non mi ha abbandonato... lei!

Beh, credo che la nostra assenza abbia assecondato l'avvicinamento alla più piccola!

Sì, sì, ma parli come se fosse successo qualcosa di grave... suvvia, son due gatte... dormono tutto il tempo... non si saranno nemmeno accorte che non ci siam stati!

...mmmh, se lo dici tu!

zamp... ZAMP

Cavolo, ha provato a graffiarmi!!!

Hai visto? Ti avevo detto che è nera (!)... l'abbiamo abbandonata!

Esattamente.

Oh, smettila... è stato un caso... e poi siam stati via solo una settimana... comunque basta, non ha senso parlare di una cosa così assurda.

Sì, sì... ora ci disconoscerà come genitori... vorrà scappare e farsi una vita nuova lontana da qui... già lo so...

Giusto.

Ma che sei matta?

No, no... ho ragione io... ora diventerà tipo EMO o punkabbestia e si consolerà solo frequentando gente che un po' l'indurranno alla malinconica costrenazione di una vita buia e triste e un po' l'inciteranno a vivere anarchicamente vestendosi e truccandosi come vivesse ancora negli anni '80!

Sì, io... ehm... abbestia!

...

Non guardarmi così... dobbiamo farci perdonare. Oggi manzo, domani pesce, dopodomani cosce di pollo...

Saggia mamma!

...

...e niente viaggi per almeno un anno!

Così si parla! Potrei quasi pensare di perdonarvi!

...tu sei completamente fuori!

Facciamo qualcosa... non restare lì impalato!

...

Le prendiamo una nuova cuccia?

oooh sì... mi piace!

O magari un nuovissimo tiragraffi!

Mah... sì... anche!

Una torre d'arrampicata di quelle che si appendono fin sopra il soffitto...

Tutto sommato non è stato poi così male... insomma sì, ci siete mancati, ma ora diciamo che sto un po' rincarando la dose... sto facendo... ecco... "la parte"... giusto un po' di teatro!

...che dici, forse è meglio provare con dei nuovi cuscini o giochini... potremmo eliminare il tuo studio e dare quella stanza a loro...

E' una catastrofe!

Sì, ok, mammina ma ora non esageriamo... va bene, ok ti perdono...

...ma sì, certo! Perché non ci ho pensato prima?!?

A cosa?

Sì, a cosa?

Potremmo prendere un altro gatto!

Matta.

...sì, decisamente fuori come un balcone.

venerdì 1 agosto 2014

Quando arriva l'estate...

...(e se arriva) è giusto goderne ogni raggio splendente!
Buone ferie, buone corse all'aria aperta, buon sole, buon mare, buona montagna e buon relax.
Anche noi ci prendiamo una vacanza sotto un bel sole luminoso - sai mai che il ratto schiarisce quel colore orribile del manto!


domenica 27 luglio 2014

Psicologia vs Ratto

Teoria n°1
Si definisce Condizionamento Operante quella procedura attraverso la quale i comportamenti appresi vengono rafforzati dalle risposte che ricevono!
Esempio 
Il ratto continua a scassinare quel maledettissimo dispenser, perché randomicamente continuano a uscire crocchette. Le crocche sono un rinforzo a perseverare nell'atto dello scassinamento.
Risultato
Dispenser distrutto.

Teoria n°2
E' definita risposta incondizionata il comportamento riflesso, come ad esempio la salivazione, evocato da uno stimolo incondizionato.
Esempio
Il ratto comincia a sbavare non appena papino si alza dal letto. E non importa lui dove andrà, cosa farà e se ritornerà al letto dopo poco. Il ratto sa che quando i piedi di lui toccano le pantofole, da lì a un minuto (crede che) si mangerà.
Risultato
Pavimento impiastricciato di bava ratta.

Teoria n°3
Il disturbo psichico ossessivo-compulsivo racchiude nella sua sintomatologia la presenza di pensieri ossessivi uniti alla contemporanea messa in atto di azioni compulsive.
Esempio
Se è stato annunciato che presto si farà la pappa (tramite tipico richiamo umano che attiva tale smodata malattia), fino al momento della distribuzione delle crocche il ratto comincerà a pensare ossessivamente all'imminente pasto abbinando un evidente comportamento di movimento ripetitivo. Le ripetizioni possono interessare salti verso l'umano-dispensa-pappa, un continuo andirivieni dal mobile in cui son contenute le crocche fino alla ciotola e viceversa, un insistente mini-miagolio rompitimpani che cessa naturalmente solo inserendole una crocca in bocca.
Risultato
Se gli umani non la smettono di chiamarla un'ora prima di darle la pappa, giuro che li ammatto di notte (nel senso che non li faccio dormire).

Teoria n° 4
Secondo Sigmund Freud, l'Es è quella istanza intrapsichica (cioè quella piccola vocina interiore che ci indica cosa fare) che "rappresenta la voce della natura nell'animo dell'uomo del gatto". L'Io rappresenta una struttura organizzata e stabile deputata al contatto ed ai rapporti con la realtà. Il Super-io è l'istanza intrapsichica che origina dalla interiorizzazione dei codici di comportamento, divieti, ingiunzioni, schemi di valore.
Esempio
- Es del gatto: "Magia le crocche, ora! Vai, corri, distruggi tutto ciò che hai di fronte, ma mangia quelle benedette crocche. Non esiste qualcosa di più importante. La crocca prende, la crocca dà. Senza di lei non esiste felicità. Dobbiamo arrivare alle crocche prima degli altri. Ricorda: crocca, crocca, crocca!"
- Io del gatto: "Sì, concordo, esistono le crocche, le crocche sono buone, ma razionalmente sappiamo che non possiamo arrivarci perché non è ora di pappa. Tra l'altro son rinchiuse dentro un mobile, quindi inaccessibili a noi che, ammettiamolo, siamo solo gatti, non abbiamo i pollici opponibili. Insomma prendiamo coscienza dei nostri limiti!"
- Super-io del gatto: "Non si fa. Non si mangiano le crocche. Papino e mammina ci hanno insegnato che dobbiamo essere buoni e pazienti. Le crocche non sono che la tentazione in terra. Noi dobbiamo placare l'animo e costringerci a vivere senza crocche. L'obbedienza è tutto. La crocca è tentazione e peccato. No, no, no. Non si fa. Non si fa."
Risultato
Es, Io e Super-io del ratto: "Uniamo le nostre forze, siamo in maggioranza. Possiamo arrivare alle crocche solo se combattiamo insieme. Crocche forever!"

Psicologia vs Ratto: 0-4




venerdì 25 luglio 2014

Cafè Littéraire nell'Angolo del Gusto


Quando ho chiesto alla bella blogger che ospito oggi di preparare un post 'condito' di letteratura, mai avrei immaginato di accogliere dentro di me un'idea. Un'idea martellante che è salita a galla con il passare del tempo e che poi finalmente si è concretizzata in una di queste ultime giornate di sole, complice un delicatissimo fiore.
Mentre sfogliavo a caso alcuni dei miei libri più cari, improvvisamente prendendone uno, è scivolato cadendo a terra un piccolo stelo essiccato di quella che fu una mimosa. E' stato quello l'attimo esatto in cui si è materializzata in me la figura che avevo deciso di abbinare alla mia ospite.
Non voglio anticipare, né perdermi in ulteriori parole che potrebbero lasciar sfumare questo splendido connubio, ma lascerò parlare i versi che ho scelto - grazie al caso - per voi.
Concorderete con me sulla evidente somiglianza tra Mary di Dafne's Corner "il Gusto", che si è appena accomodata sul divano accanto a me, e la protagonista di questo stralcio che state per leggere! Naturalmente non ci facciamo mancare nulla e a contorno di una fantastica giornata di sole, gustiamo insieme i Crackers alla robiola e limone che Mary ha preparato con le sue dita agili...
...e mentre mi servo - cracker in una mano, calice di cocktail nell'altra - tengo in bilico sulle gambe incrociate il mio La fata carabina di Daniel Pennac, un libro dai sapori pungenti. Secondo della pentalogia dei Malaussène, forse è quello con un ritmo incalzante fortemente imprevedibile. Sì, perché questo autore lo si ama o lo si odia, poco convenzionale nei contenuti, arriva dritto al centro del cervello in quella parte strettamente collegata al cuore.
Non mancherò di regalarvi altri spunti in merito. Buona lettura!

Erano ormai quattro giorni che la giovane donna trovata nella chiatta dormiva profondamente.
"Se non è una puttana, bella signora, chi è mai?"
Pastor era inginocchiato al suo capezzale. E mormorava, nel silenzio della stanza d'ospedale, sperando che lei avrebbe udito l'eco di quel mormorio in un angolino del suo coma.
"E chi l'ha ridotta così?"
Non era schedata come prosituta né data per scomparsa. Apparentemente, nessuno reclamava quel corpo sontuoso, nessuno si preoccupava di quell'esistenza vacillante. Pastor aveva esaurito tutte le risorse dell'informatica e degli schedari di cartone.
"Li ritroverò, sa. Erano almeno due."
Lei era irta di tubi. Riposava in un odore di conserva ospedaliera.
"Abbiamo già recuperato la macchina, una Bmw nera, dalle parti di place Gambetta."
Chino su di lei, Pastor le annunciava un po' di belle notizie. Di quelle che possono riportarti a galla.
"L'analisi delle impronte ci dirà molte cose."
Il bip rosso di un cubo metallico indicava che la donna stava pensando, ma da molto lontano. Il cuore batteva in modo irregolare, come quando si ama.
[...]
Pastor sorrideva nella penombra della stanza. Prese una sedia, l'accostò al letto e si sedette con calma.
"Bene. Ragioniamo."
Ora mormorava proprio nell'orecchio della dormiente.
"Lei si fa aprire la pancia e curare i denti all'estero. Con un po' di fortuna la composizione della sua capsula dentaria ci indicherà il paese. Le ipotesi quindi sono due."
(Si può interrogare chiunque, in qualsiasi situazione. E' raro che siano le risposte a dare la verità, più spesso è il concatenamento delle domande. [...])
"O è una bella straniera, massacrata in territorio francese, magari una spia, visto che l'hanno torturata, e allora il caso mi verrà tolto, perciò scarto subito questa ipotesi.
"Oppure è semplicemente una viaggiatrice di professione."
Pastor lasciò passare il rumore di ferraglia di un carrello nel corridoio, poi domandò:
"Professore con un incarico all'estero? (Fece una smorfia di scetticismo.) No, questo corpo non è un corpo da insegnate. Funzionaria d'ambasciata? Donna d'affari?"
Le forme ampie, i muscoli sodi, il viso volitivo evocavano al limite quest'ultima immagine.
"Neanche: i suoi uomini l'avrebbero cercata."
[...]
"Giornalista, allora?"
Giocherellava con questa idea, ora. Giornalista... reporter... fotografa... qualcosa del genere...
"Ma perché il suo giornale non avrebbe reclamato una così bella scribacchina, in caso di scomparsa?"
Percorse ancora una volta il suo corpo con lo sguardo. Bella ragazza. Bello scheletro. Bella faccia. Dita nervose e agili. Criniera naturale.
"Perché lei non è un'impiegatuccia della penna che giorno dopo giorno alimenta un quotidiano, né un reporter mondano che comunica via telefono articoli prefabbricati all'ora dell'aperitivo."
No, la vedeva piuttosto come giornalista di punta, del genere "presa diretta dulla realtà", che scompare per settimane per poi riapparire una volta chiusa l'inchiesta. Storica del pressente, etnologa dell'hic et nunc, la tipica ragazza che scopre quello che doveva rimanere nascosto. E vuole dirlo. In nome di un'etica della trasparenza.

Da La fata carabina, pagg. 75-77, di Daniel Pennac


Il Cafè Littéraire chiude per la pausa estiva.
Io però vi aspetto al prossimo incontro con la letteratura il 5 settembre!