venerdì 22 settembre 2017

Nina - Premessa

Eccomi qui, come avevo anticipato.
Questa, come da titolo, è soltanto una premessa o un'introduzione, che dir si voglia, a ciò che pubblicherò nelle prossime settimane. Una storia nata un po' per gioco e a corollario di un racconto più ampio che invece mi piacerebbe pubblicare "alla vecchia maniera". Come però sappiamo, nella vita non si può avere tutto e i mezzi che il nuovo millennio ci mette a disposizione sono questi. Va da sé che bisognerà adattarcisi!
Detto questo, il genere nel quale è inquadrato "Nina" (il titolo di questo "libro") è quello dell'Action.  Insomma se vi aspettate di leggere storie d'amore, tragici spappolamenti di cuore o erotiche dimostrazioni di doppio salto carpiato, siete nel posto sbagliato! XD
Non sono capace di scriver quelle cose e, in realtà, non è che sia capace di scrivere altro, ma quantomeno in questo ambito ci ho provato!

Racconterò una storia che nasce durante i primi anni del Novecento e che toccherà (anche se solo per brevi episodi) tutto il secolo, fino ai giorni nostri. Quindi in realtà potrei anche inquadrarla nel Romanzo Storico, ma non mi sento davvero all'altezza del genere.
Sento di voler rimanere con i piedi assolutamente per terra, perché avendo già pubblicato altrove questa storia (con uno pseudonimo - tale Mia Romi - sì, sono io) e ricevuto buoni consensi, devo però anche ammettere, ad onor del vero, di aver ricevuto pessime recensioni da "amici di amici" che non avevano idea che dietro quel nick name ci fossi io.

Ecco, voi siete il primo pubblico che mi conosce, che sa chi sono e (chi più, chi meno) conosce la mia storia pregressa, la mia vita, le mie esperienze. 
Chiunque vorrà dare una possibilità a questa storia mi farà più che felice, tutti coloro che vorranno segnalarmi critiche e appunti mi renderanno un grande favore. Solo in questo modo potrò migliorare e cercare di capire cosa c'è che va o che non va.

Pubblicherò una parte a settimana, il lunedì mattina, sperando di non stancarvi e provando a farvi innamorare di ogni personaggio costruito, così come io stessa sono riuscita ad affezionarmici.
Che altro dire, niente, vi lascio la copertina (modificata con il mio nome, anziché con lo pseudonimo) e vi aspetto lunedì 25 settembre per il "Prologo".

Buon week end a tutti voi!



lunedì 18 settembre 2017

Chiedere di esistere

Un anno intero dall'ultima volta che ho messo piede qui, in questa casetta.
Un anno intero volato via in un batter di ciglia e che non ha permesso altro, che una mera constatazione del fatto. Ho un anno di più e in più ho anche qualche consapevolezza; ho trovato nuovi amici e mi sono buttata a capofitto in nuove esperienze. Ho spesso sbagliato strada, ma quella maestra non l'ho mai persa di vista.

E così eccomi qui.
Ritornata.
Quasi sul serio, lo giuro.
D'altronde questa è casa mia e continuavo a domandarmi come mai la mia "nuova vita" non dovesse essere condivisa anche con chi ne ha fatto parte per tanti anni.

Ho cominciato a scrivere.
Ecco, l'ho detto. Per davvero, intendo. Vorrei poter far questo nella vita: scrivere e riuscire a regalare qualcosa di mio al futuro, a tutto quel che ci sarà dopo di me. E così, qualche tempo fa, ho provato a lanciarmi in questa nuova esperienza, immaginandomi capace e volendoci credere.

Mentre tessevo la tela di quel che sarebbe stata una storia importante, la mia storia principale, mi sono accorta di quanto uno dei miei personaggi "secondari" premesse per farsi spazio. Voleva che io scrivessi solo di lei!

Ma insomma! le ho detto Non sei uno dei protagonisti, cerca di restare calma, ok? Penserò io a qualcosa!

Non sono stata io, è stata lei a chiedermi di darle una opportunità. Mi ha chiesto di divulgare la sua storia, di parlare della sua vita, di raccontare il suo passato e di come sia diventata la donna che è oggi. Un personaggio in cerca di storia, insomma.
Ho dovuto cedere e le ho promesso che avrei pubblicato uno spin off su di lei. Completo e dettagliato, così da renderle la giustizia che merita.

E in tutto questo voi, che mi siete mancati proprio tanto, le darete una possibilità?

lunedì 12 settembre 2016

Quel senso di...

Ce le hai presenti le torri?
No, non mi riferisco ai "serpentoni". Quelli che a velocità supersonica ti annichiliscono lasciandoti appeso a una seggiolina, gambe all'aria.
Nemmeno mi riferisco all'enorme frullatore bianco che d'improvviso ti fa roteare, mentre la forza centrifuga impedisce di tenere la testa diritta che è irrimediabilmente schiacciata sullo scomodissimo poggiatesta.
Non parlo della serenità della ruota lenta, che vertiginosamente ti porta su e poi scende con altrettanta flemma, lasciandoti godere il panorama.

È proprio quella sensazione di fitta nello stomaco, di cui parlo. Quel magone da mancanza di gravità, quello strattone che senti all'ombelico che ti tira via come fossi attaccato ad un elastico. Eppure è dolciastro ed euforicamente piacevole. È la salita della torre, l'ascesa verso l'arietta più fresca e densa, che una volta su ti lascia godere incontaminato il panorama sottostante, tenendoti in fremente attesa.
Il fatto è che, fondamentalmente, tu non sai quand'è che quella seggiolina attaccata alla torre precipiterà giù, quindi resti lì, crogiolandoti nella meraviglia della tua prima volta, assaporando i dettagli e aprendo le orecchie per scorgere panico o spavalderia dalle poltroncine circostanti. E ti senti un mito. Perché stai bene e non urli, non hai paura, perché in fondo credevo peggio!

Pensi ai tuoi amici laggiù e alle lagne di chi non ha avuto il fegato di salirci, così che un senso di potenza ti assale e hai la profonda consapevolezza che tu e solo tu hai coraggio da vendere. L'ugola è intatta (che stupide quelle gracchianti ragazzine che continuano a sgolarsi nonostante la calma), le mani sono asciutte al di fuori di ogni previsione; certo, l'emozione avrebbe potuto lasciar spazio a quel tantino di sudore che ti avrebbe comunque reso umano. Ma niente. Tu sei lì imperterrito, gioendo razionalmente della tua grandezza.

È qui che arriva la mazzata cocente.
Mentre tu sei nel fitto dei tuoi pensieri, mentre hai finalmente inteso la vera gioia del tuo essere, quando infine sai che sei pronto a tutto e saresti addirittura capace di volare, precipiti immediatamente verso il basso ad una velocità ignota ma sicuramente altissima.

I capelli diventano blu e poi sfumano leggermente verso il bianco, la pelle diventa olivastra, dello stesso colore della bile che ora senti in gola. Stai per vomitare la colazione e la nausea ti ha reso molle e flaccido perché tu, quella discesa, proprio non te l'aspettavi. Sapevi che sarebbe arrivata, ci sei salito apposta! Il fatto è che non ci hai pensato prima, eri lì che pensavi di essere un Dio sul mondo ed ora al pari di un verme sei infinitesima caccola nelle mani di questa mefistofelica diavoleria!
Ecco.
È così anche un po' la vita, a volte.

lunedì 5 settembre 2016

...come volare... come tornare...

Partire è come volare.
Abbandonarsi irrimediabilmente sul tappeto del vento che, malandrino, ci spinge in alto provocando il vuoto nello stomaco. E un po' ci piace e un po' fa paura.
L'entusiasmo nasce da quel senso di libertà di cui la vita ha necessariamente bisogno per pompare emozioni; fa paura perché in fondo, per quanto sia alto lassù, il timore è quello che poi bisognerà scendere e tutto dovrà finire.
Fa bene al cuore, però. Insegna, cambia, fortifica e dà. Ogni pezzettino di vita in un luogo nuovo contribuisce a creare il patchwork della nostra esistenza. Colorato, diverso, originale, storto e indefinito, a tratti disordinato, ma ordinatamente gradevole al nostro cuore.
Questa è l'esperienza, maestra di salti e piroette, improbabile guida per l'umore, preziosa cicatrice a ricordo di un estatico momento di gioia.

Partire è come tornare.
Fremere al pensiero dei profumi più cari, ritrovati immediatamente a 3 metri da casa, dopo avere sviluppato un olfatto da segugio. Brivido che corre sulle braccia e rizza i peli leggeri della nuca, obbligandoci a chiudere gli occhi per godere appieno della sensazione ritrovata.
Casa è rifugio, è consapevolezza, è sicurezza.
Varcare la soglia delle esperienze-già-fatte, solo per ritrovarsi nella stanza più luminosa che ha appena accolto le esperienze-nuove aggiungendole alla preziosa collezione.
...ché tornare è certezza e forza insieme.

Fermare ogni istante non è possibile.
Dipingere quelli giusti di ironia dorata e i più incantati di uno stupore cristallino smeraldo, poi, è inimmaginabile. Tentare è la strada. Provare. Condividere. Infondere. Regalare.
Ed io ci provo...un respiro pieno, un raggio di sole e bentornata a casa.


domenica 31 luglio 2016

Pagine bianche


Ho sempre amato scrivere.
Forse, stupidamente, ho anche sempre immaginato di sapermela cavare. In fondo, cosa ci vuole? Scrivere non è come comporre musica o dipingere un quadro. Scrivere è un'azione così tanto naturale, che ancora mi domando per quale motivo io non sia riuscita a crearmi uno stile ben definito, lasciato scivolare la penna su decine e decine di fogli e non abbia messo su carta le mie storie.

La risposta è che semplicemente non lo so fare!
Scrivere è difficilissimo. Non è come guardarsi allo specchio e scoprire un nuovo particolare. Ma è guardarsi allo specchio e inventare un racconto nuovo che parta dal dettaglio appena colto nei propri occhi e che il giorno prima non si immaginava nemmeno di poter scoprire. Detto tra noi: è complicatissimo! Necessita di pratica e pazienza, di voglia e passione, ma anche di scuola e talento.

Tutte queste favolose qualità io non ce le ho. Certo, ci provo e sembro riuscire appena a muovermi a bracciate, in questo mare infinito ch'è la scrittura. Eppure la volontà di apprendere è tanta, così come la voglia costante di capire, cimentarmi, scoprire, imparare.

E anche se i fogli restano comunque inesorabilmente bianchi, mi crogiolo in pensieri di successo, immaginando di conquistare accoglimento e supporto incondizionati!

Oddio, ho bisogno di una vacanza!
Anche voi scommetto.
Vi auguro di trascorrere la più bella... noi ci leggiamo (e scriviamo) a settembre! ;)

domenica 17 luglio 2016

E poi finalmente tu

 
Perdersi nel celeste più luminoso. Ammirare i contorni definiti dei tuoi occhi e leggerne affetto. Avvicino il dorso della mia mano a quel musetto cioccolato e lo sento accarezzato dalla morbidezza dei tuoi baffi. Un gesto d'amore e appartenenza: sì, io sono tua!
E così oggi, anche domani e per sempre.
E tu sei Mia: la mia piccola bionda cucciolotta creme caramel. Dall'animo morbido di caramello e il carattere pacioso di un cuscino di piume. Testarda quasi sempre, arrendevole come nessuna.
In quegli occhi c'è un mondo infinito... ed io non mi stancherei mai di scrutarli per catturarne le delizie e le scintille di pura curiosità.
Un miagolìo impercettibile e torno alla realtà.
Buon compleanno a te che da due giorni sei una gatta, se possibile, ancor più bella!
Auguri anche a noi per questi tuoi 3 "ciccici" anni!

domenica 10 luglio 2016

Mi piacerebbe sapere

Ho sempre amato le liste. Ne faccio per qualunque cosa.
Quando parto.
Quando torno.
A Natale.
Della spesa.
Quella del compleanno.
Insomma, la mia vita scandita attraverso un elenco dettagliato di ciò che vorrei/dovrei fare/avere. I fogli poi, vorrei fossero sempre colorati a festa, idem le penne che adopero!
Interessante è stato però leggere in questi giorni in giro nel web e sui blog di miei colleghi, quanto piaccia porsi delle domande e darsi delle risposte. Insomma condividere di sé attraverso un elenco spesso non troppo organizzato di domande. È un modo come un altro per farsi conoscere e per rivelare particolari che altrimenti non sarebbe così intuitivo cogliere.

La difficoltà sta nel mantenere alto l'interesse... io spesso mi ritrovo a non legger sempre tutto ed anche a saltare qualche passaggio. Ciò accade perché a volte le domande non sono così curiose, né interessanti o magari perché non rispecchiano semplicemente il gusto personale di chi le sta leggendo!

Ciò che io vorrei oggi, è porre a voi una sola domanda.
Se voi aveste a disposizione solo 10 parole per descrivervi, quali usereste?

Io se dovessi descrivermi il 10 parole, probabilmente direi:
Piccola donna paziente, incredibilmente sensibile ed empaticamente amante degli animali.

Ora però muoio di curiosità! Voi come vi descrivereste?

domenica 3 luglio 2016

Se il mio nome

Mi immagino ogni giorno come essere umano diverso. Mi spaccio per qualcuno che non sono, invento storie nuove e imparo da me stessa. A volte ballo con i nomi. Ce ne sono alcuni dolci e melodiosi, altri aspri ma fascinosi.

Ad esempio se mi chiamassi Ginevra, sarei una bimba di 5 anni, bionda con la frangetta e i capelli lisci. Avrei gli occhioni nocciola e non mi stancherei mai di correre. Sì, perché Ginevra è un nome che vola con il vento e accarezza l'erba, scivola su prati smeraldini di primavera e rincorre gli aquiloni. Sarei forte, caparbia e cuoriosa. Un piccolo animo in divenire che lotta fin da subito con i perché della vita.

Se il mio nome fosse Arianna, avrei 15 anni. Con i fiori tra i miei ricci rossi ballerei per le strade, portando lo zainetto in spalla e sottobraccio ad un'amica. La musica sarebbe una passione e uno stile di vita. Danzerei anche per calmare l'ansia. Cercherei conforto tra le note, perché le piccole crisi mi starebbero dannando l'esistenza. Sarei un'adolescente ricca. Ricca dentro, s'intenda! Piena di valori buoni, ma con una grande paura di vedere quanto veramente vale il mio carattere. Timida e forse impacciata, mi affaccerei alla vita con grande entusiasmo... ché un po' la danza aiuta a camminare.

Se io fossi Mela, amerei il mio nome alla follia. Avrei 21 anni e una forte passione per l'arte e la scienza. Guarderei l'uomo che ho accanto con i miei occhi neri e sinceri e saprei di volere passare l'intera esistenza assieme a lui. Lui che capisce bene com'è fatta la mia mente. Lui sa che sono razionale, con sani principi pratici, ma sinuosamente artistici. Di nascosto comprerei quadri di giovani pittori di strada e ne farei il mio tesoro prezioso, consapevole che un talento simile non potrei mai acquisirlo.

Se mi chiamassi Lilia, avrei le labbra carnose e gli zigomi alti. A quasi 28 anni starei preparandomi al matrimonio con la gioia palpabile di chi sta realizzando un sogno. Avrei faticato a lungo per studiare e trovare un lavoro stabile. Commossa e grata al mondo, starei facendo un passo dopo l'altro verso la felicità tanto agognata. Fiduciosa, ottimista e pronta a scrivere di nuovi meravigliosi ricordi tra le pagine del libro della vita che sto scrivendo con le mie azioni.

Se il mio nome fosse Simona Monti, avrei gli occhi più blu del cielo, limpidi di giovinezza. I miei 33 anni non si vedrebbero poi tanto e tu stesso non sapresti darmene più di 20. Sarei determinata, coraggiosa e fiera. Avrei amato incondizionatamente il mio uomo e con lui avrei cercato un figlio. La gioia sotto pelle di una scoperta simile mi avrebbe reso la donna più felice del mondo. Porto in grembo il mio bambino e nulla può andare storto. La vita è meravigliosa. Perciò stasera esco. Sì, a cena con gli amici. Magari festeggiamo, non rientrerò tardi... tra qualche giorno torno a casa, in Italia.
Finalmente torno a casa.


Un nome. Una donna tra tanti. Una vita. Una lacrima per lei.