domenica 22 maggio 2016

I sogni nelle mani

Non era brava nelle arti manuali, né riusciva ad esser leggiadra nei movimenti.
Viveva di pancia e istinto, pensava quasi mai e tutto quanto toccasse di delicato prima o poi andava rotto. Sbadata e ritardataria. Non curante e spesso pesante. Aveva sempre una ciocca di capelli tra le dita e gli occhi al cielo, come fosse l'unica a cogliere l'importanza di quel cielo.
Dormiva nel suo collo, le scricchiolavano i piedi quando camminava scalza, aveva la bocca a cuore e gli occhi sottili da orientale.
Era la mia migliore amica.
La persona con cui si intraprendono le più importanti lotte (interiori) e si vincono le più difficili battaglie, fugando ogni dubbio (esistenziale).
In un periodo in cui i gusti, le opinioni, le imprecazioni e i sogni venivano fuori sempre differenti, non si faceva in tempo ad entrare nel vivo dei nostri discorsi che subito arrivava l'ora di cena ed io dovevo tornare a casa mia.
Ore che sembravano minuti.
Interminabili momenti racchiusi in pochi attimi, che si concludevano spesso con un Oh no Ro, i compiti! e l'inevitabile risposta Ma va'... tanto domani non ci interrogano!.
Le solite ultime parole famose!

Avevamo 15 anni, i sogni nei palmi delle mani, il coraggio sotto le unghie e il futuro nelle tasche di dietro dei jeans. Uno sguardo nel cassetto dei desideri ed il cuore puntato in avanti, consapevoli che non ci sarebbe stato domani senza l'immancabile presenza dell'altra. Senza il supporto dell'altra.
Invece la vita va da sola e devia il suo percorso.
Oggi è il tuo compleanno e chissà dove sei. Chissà cosa fai e come stai.
Io che di te conoscevo tutto, oggi nel mio tutto tu non ci sei più.
Perché ora siamo grandi. E quando si è grandi e si sbaglia, spesso si fa fatica a chiedere scusa.

domenica 15 maggio 2016

Nel cammino...

Ritrovarsi a guardare un foglio bianco e inclinare il capo di lato, stringendo gli occhi a fessura, perché proprio in quel momento lo si sta rendendo tela. 
Accantonando la paura, poggiare le mani sulla tastiera e cominciare a scrivere come avendo un pennello intinto nel blu. Disegnare i primi tratti, quelli portanti. I più decisi e che descrivano perfettamente la direzione che vuol prendere questo disegno, questa strada.
Sciacquare le setole nell'acqua, facendo attenzione a non sbavare e non lasciare che il liquido trasparente macchi l'opera (ché per gli spunti originali c'è sempre tempo!).
Optare per un verde chiaro ad aggiungere contorni e foglioline di speranza: le linee dei vorrei, il profilo più marcato dei magari.
Giocare con le mani e farsi coraggiose.
Con le dita scelgo un giallo candido ed aggiungo luce e speranza. Un sole soggettivo, l'esplosione di ciò che ho dentro, sporcandomi un po' anche naso e guance!
Infine la mia spugnetta, quella delle prove, quella dei tentativi abbozzati, ma che dica di me e delle mie esperienze. L'immergo piena e rotonda nel rosso più vivido. Il colore di tutti i miei ciò-che-è-stato e degli avrei-voluto, sapendo che la donna che sono è frutto delle scelte intraprese, delle salite affrontate e delle ripide discese superate.
Il quadro alla fine è un astratto... non sembra avere capo, né coda. E' bruttino anche un po' e decisamente confusionario. Non è elegante, non è d'autore. Non vincerà mai un premio e nessuno mai vorrà averne uno simile.
Ma è mio (sono io).
Ed in fondo, se guardo bene un suo senso ce l'ha e descrive un bel percorso.
Basterebbe capovolgerlo... o magari allontanarsene.
E' un quadro complicato e a ben vedere, indefinito. Sta male dappertutto, non riesco a collocarlo.
Mi toccherà tenerlo qui sul cavalletto del Tempo e continuare a modificarne i contorni a mano a mano.
Chissà che un domani non divenga proprio ciò che avrei voluto fosse.

domenica 8 maggio 2016

Il mese dei ciliegi

Vi ho mai raccontato di quanto sia evocativo nella mia vita il mese di maggio?
Mia madre dice che in maggio fioriscano i ciliegi e che sia il mese giusto per fare ogni cosa, o almeno per fare tutte le "cose" che lei reputa importanti.
Tipo, che so, sposarsi, partire, trovare un lavoro (!), innamorarsi, fare figli (!!!).
I fondamentali pilastri della vita di una donna secondo mia madre:
1) trovare un uomo (che possibilmente ti ami)
2) adoperare il soggetto del punto 1) per sposarsi
3) adoperare i punti 1) e 2) al solo e unico fine superiore: procreare.
(Tanti auguri mamma, oggi è  la tua festa!)

Io, alla veneranda età di 31 anni, mi sono fermata al punto numero uno (per la gioia della mia genitrice)! E da tanto, anche! Insomma sono quasi 8 anni che convivo. Mica bau bau micio micio.
Insomma so di essere una donna estremamente fortunata sotto questo punto di vista. C'è qui un tizio che mi sopporta da più di un lustro e mezzo: se non è fortuna questa, allora proprio non saprei.
Conosco i miei limiti e difetti, conosco le mie fisime e il mio caratteraccio e nonostante tutto lui è ancora qui. Lui che ha avuto la costanza e la pazienza - sol nei miei riguardi - di mettersi da parte più di quel che avrebbe mai saputo fare e che oggi mi guarda con più amore di quanto ne meriterei, probabilmente.
Dicevo di maggio.
Beh, è in maggio che ho deciso di cominciare questa "avventura di vita" assieme a lui e questo post vuole un po' celebrarla. Tra due giorni compiremo 8 anni di vita assieme. Una vita piena di cose belle e brutte, fatta di crescita e sospiri, deviazioni e cambiamenti, evoluzioni e risate.
Ecco.
Grazie amore mio per le risate, perché senza quelle... proprio non ce l'avrei fatta!

domenica 1 maggio 2016

Il mio tempo

Ed eccoci qui.
Tiriamo le somme... o meglio, proviamo a fare il punto della situazione.
E' qualche mese che non scrivo in queste pagine, che un po' si sono impolverate, un po' ingiallite.
E' qualche settimana che provo a dare una spiegazione concreta a questa sorta di abbandono, senza risultato alcuno. Sono giorni che tento, inciampo, cado e mi rialzo, ma proprio non riesco a dare un nome a questa sensazione che prepotente mi ha annichilito.
Parto quindi dalle cose semplici, un passo alla volta... e chissà che questo non aiuti a capirsi.
Io ho bisogno di scrivere e questo bisogno è viscerale e umano, mi appartiene da sempre e senza proprio non riesco a stare. Questo mio bisogno cercava un modo particolare di esprimersi, che ad un certo punto del cammino non è più bastato. Ringrazio la mia Miu e la mia Mia per avermi accompagnata fin qui e ringrazio tutti voi per avere continuato imperterriti a leggere le loro storie.
E' arrivato però il tempo del cambiamento. E' arrivato il tempo di prender coraggio e buttarsi. E' arrivato il tempo di crescere. Il mio tempo.
Sì, perché nel mio tempo libero io continuo a fare il gatto, ma questa volta senza interpreti, senza maschere e senza personaggi.
Partirò un po' in sordina, perché non so ancora quale direzione dare a questo spazio. Voglio però raccontare di me, voglio scrivere storie, penseri e riflessioni. Lo farò nell'unico modo che conosco: sincero e coerente (e felino e felpato).
Forse zoppicherò all'inizio perché non sono brava a mostrarmi, ma mi farò forte del fatto che questo luogo sarà di condivisione e quindi spunto per idee e scambi. Alimentato dalla voglia di scegliersi (?) e mostrarsi l'un l'altro (?). Non lo so, posso solo sperarlo!
Aria nuova quindi, per questo primo maggio. Colori, grafica e pulizia. C'è il mio nome adesso a firmare ogni post e la voglia di ricominciare!
Come inizio può bastare?

giovedì 21 gennaio 2016

Analisi ultimo giorno - Sconvolgenti rivelazioni

...e quindi sono venuta qui per lasciarla.

Lasciarmi?

Sì. Non solo si è permesso di rendersi irreperibile il giorno di Natale, ma anche durante le feste, capodanno e Epifania che tutte se le porta via.

Ma lei deve capire che...

...nooooo io non devo capire niente. Io avevo bisogno al bisogno nel momento del bisogno. Lei deve capire che in quei momenti non si può perdere di vista ciò che è importante.

Importante?

Sì, importante!

E sarebbe?

Ma come? IO. Io sono importante, no?

Ehm... sì... ma mi creda, a volte un distacco è utile e necessario!

Necessario? IO avevo da raccontarle l'epilogo. IO ero finalmente riuscita a sbloccare le mie paure ed esternare tutto quanto non ero riuscita a dire... e lei se ne va sulla neve??? Ma le sembra professionale?

Ma ora è qui, no? Si senta pure libera di raccontare tutto quanto possa farla sentire meglio...

...eeeeeh e ti piacerebbe, eh? Ma io non te lo dico. Non ti dico cosa hanno fatto mammina e papino per farmi sentire così male! Anche perché quei due hanno fatto esattamente quel che ha fatto lei: SE NE SONO ANDATI!

Avevamo detto che avremmo cercato di superare quella fase... insomma si erano allontanati per qualche ora, non sarà mica stato per questo solamente che è venuta in analisi.

No, infatti! Quando vanno via per qualche ora va bene... ma loro erano usciti la mattina molto presto ed avevano avuto l'ardire di ripresentarsi a casa dopo dodici ore. No, dico: DODICI ORE!

E' questo il torto che le avevano fatto?

ECCERTO!

Sì, ma non urli!

LE PARE CHE IO STIA URLANDOOO??? E comunque io e mia sorella (il Ratto) siamo rimaste a digiuno per tutto questo tempo... e lo sa cosa vuol dire avere in casa un ratto affamato che comincia a prendere a testate i mobili porta crocche? EH? EH?

Questa reazione sembra eccessiva... le avranno spiegato che sarà accaduto qualcosa! Qualcosa di grave?

Grave? Lo sa con quale faccia tosta sono tornati a casa? Sa che cosa sono andati raccontando?

Cosa?

Che mentre tornavano a casa, mentre erano in autostrada è scoppiata una ruota dell'auto... tzé... e che stavano per sbandare... mah... e che hanno dovuto aspettare i soccorsi, ma che erano vivi per fortuna!

...

E questa le sembra una cosa grave?

...eh... beh...

IO E IL RATTO SENZA PAPPA SIAMO UNA COSA GRAVE!

mercoledì 16 dicembre 2015

Analisi giorno 2 - Se il gatto dà di matto

Focalizziamoci su sua sorella.

Dobbiamo proprio?

Beh sì, se non riesce ancora a parlare dei suoi genitori.

Ok, allora mia sorella.
Sì, lei... insomma lei... lei è così. All'inizio non si rende conto e questo stato permane fino al punto di rottura, quando poi d'un tratto capisce. E sa cosa accade quando mia sorella non mangia da più di tre ore? No, non può immaginarlo... certo che no!

Quindi?

...quindi si immagini un matto affamato chiuso in una stanza. Ora immagini che quel matto sappia dove c'è da mangiare, ma non riesca ad arrivarci da solo...

Sì... ehm.. certo!

Ecco!  Il matto darà di matto sbattendo finanche la testa sul muro pur di avere la sua razione, no?
Così è stato per mia sorella... il Ratto! Ha capito che loro non sarebbero ritornati ed alla fine ha cominciato a lanciarsi in direzione dei pensili che contengono le crocche... oh mamma... è stato uno spettacolo raccapricciante...

Immagino, immagino. Vorrebbe per caso tornare al punto principale?
I suoi genitori.

Io non lo so. So che mi hanno profondamente ferita.

Cosa hanno fatto per ferirla a questo modo?

...

Coraggio, non abbia paura.

Beh, loro innanzitutto... hanno tradito la mia fiducia! Ecco l'ho detto!

In che modo i suoi genitori hanno tradito la sua fiducia?

E' tutto concatenato, negli atteggiamenti, nelle azioni, nei modi e anche in ciò che dicono. Loro mentono... no, che dico... loro adducono sibilline motivazioni alle loro mancanze. Loro nascondono i fatti lasciandoci nella assoluta sofferenza. Completamente sole.

Ma cosa hanno fatto per renderla così astiosa?

Ci hanno lasciate da sole.

Sì, ma questo capita sovente, se non sbaglio!

Per 12 ore.

Ma forse era accaduto qualcosa... qualcosa di grave...

Grave? GRAVE???
Senta, lei sta giocando con il fuoco ed io non sono sicura di volere andare avanti... e non le ho ancora detto esattamente qual è stata la loro mancanza!

C'è dell'altro, quindi! Ma non fa nulla, ci aggiorneremo alla prossima seduta!

martedì 8 dicembre 2015

Analisi giorno 1 - il "fatto"

E mi dica... Lei è rimasta al buio, alla fine?

Sì sì, certo! Al buio!

E si trovava da sola quando è accaduto il "fatto"?

No, non ero sola... come le dicevo mi trovavo in presenza di mia sorella... il Ratto!

Ho capito! E sua sorella ha mostrato segni di cedimento?

Se per cedimento può andar bene correre come una pazza per casa, rovesciando il rovesciabile... sì, ha avuto una sorta di cedimento.

Bene! Mi è tutto chiaro. Ora però dobbiamo focalizzare la nostra analisi sui motivi che l'hanno portata qui: i suoi genitori.

No, no non sono pronta per parlare del "fatto".

Va bene... rispetterò i suoi tempi, ma proviamo a ricapitolare gli accadimenti, le sarà d'aiuto per provare a trovare la forza di dire ciò che non riesce.

Sì, ok... posso farcela.

Cominciamo da principio. I suoi genitori sono usciti di mattina, molto presto, promettendo che sarebbero rientrati prima di pranzo, giusto?

Sì, giusto.

Bene. Lei cosa ha fatto nell'attesa?

Beh, ho fatto quel che faccio di solito... ho dormito.

Fantastico. E quando ha cominciato a sentire un certo languore?

Ecco... io... insomma già verso le 11 cominciavo a sentire appetito, ma mai avrei immaginato che invece... invece...

...continui...

No! Non ce la faccio...

Non si preoccupi, può accedere. E' tutto normale. Ci sono io a sorreggerla: il suo analista.
A me può dire tutto ciò che possa alleggerirla... non si trattenga! Si fidi.

Ok... allora alle 11, come dicevo, provavo già appetito, ma come chi mi conosce sa, io non sono una che si lamenta... così ho provato a distrarmi, ma mia sorella, il Ratto, continuava con quella litania ed allora io non ce l'ho fatta... la pressione era troppa, volevo scappare, volevo urlare - e l'ho fatto e non me ne pento - poi però ho sentito il dovere di mantenere la calma. Sa, io sono la maggiore e devo dare il buon esempio. Con il passare del tempo però mi sono resa conto di non potercela fare... non posso farcela... non ce la faccio... no, no, non posso continuare... le chiedo perdono...

Non si scusi. Non fa nulla, non tentiamo di affrettare i tempi, arriverà il momento del coraggio, oggi dobbiamo solo essere orgogliosi dei progressi fatti. E poi è scaduto il tempo. La aspetto la prossima settimana, quando - sono sicuro - riuscirà a raccontare qualcosa in più.

venerdì 27 novembre 2015

Spazio e luci

... non deve più accadere... non deve più accadere... 
Con questa litania in testa Roberta prepara la Vintage Room per Laura, che sa esser una persona puntualissima. Da un momento all'altro la sua amica sarebbe arrivata e molto probabilmente sarebbe passata da quel corridoio.
<<E se passasse dall'esterno?>> si domanda a bassa voce.
E se piovesse? Se nevicasse? risponde la saggia vocina nella testa.
<<Beh si bagnerebbe! Pazienza!>> ora sbotta con un tono più alto, parlando al vuoto.
Non puoi continuare a far finta di cadere per coprire suoni strani... non ce la farai a mantenere il segreto ancora a lungo... la vocina interiore si fa insistente.
<<Ci ho provato, sai? E' un mese che provo... ma non so come farle tornare!>> sta urlando.
Potresti dirlo a qualcuno... continua la coscienza.
<<Sei matta? Distruggerebbero tutto! No, non è possibile! Riuscirò da sola>> piagnucola Roberta ora sfinita.
Così apre le finestre, lascia che l'aria fresca novembrina ripulisca la stanza dall'odore di chiuso e si tuffa nella morbidezza del divano di mezzo, quello pieno di cuscini. Si sente pesante, i pensieri anche lo sono e senza rendersene conto si abbandona, assopendosi. Mille luci e flash colorati le si parano davanti, vede degli alberi e le ombre che proiettano su una strada sterrata, improvvisamente un maggiolino turchese o celeste, mille ombrelli viola e poi profumi di boschi e muschi. Infine un lampo giallo e poi una voce da lontano che chiama il suo nome.
E' insistente. E' così insistente pensa.
<<Ro... Robi! Sveglia!>> riprende Laura dopo numerosi tentativi.
<<Ch... chi, che?>> aprendo gli occhi di scatto, Roberta si rende conto di essere ancora in pantofole, notando tra l'altro che un rivolo di bava le si sta lentamente asciugando sul mento. Si alza di scatto e profondendosi in innumerevoli scuse, si allontana dalla stanza per andare a darsi un tono.
Laura resta immobile seduta sul divano e allibita più che mai, fa per togliersi il cappotto ed approfittarne per fare un giro del posto.
Nota i colori pastello, nota le ampie vetrate che danno sul boschetto dietro l'edificio, nota le foglie ormai colorate che imporporano il prato lì davanti e nota anche un improvviso lampo luminoso giallo fosforescente povenire dalle fondamenta della villa stessa.
Spaventata dalla luce, Laura fa tre passi indietro e non rendendosi conto degli spazi, batte con le gambe sullo schienale del divano, rovinandoci sopra all'indietro e perdendo i sensi per qualche minuto. Risvegliatasi con due occhi curiosi a guardarla, immagina come poco prima doveva essersi sentita la sua amica.
Apparentemente senza altri problemi le due ragazze cominciano finalmente l'incontro letterario tra sorrisi, divertimento e golosità.
Al termine dello stesso e poco dopo i saluti di rito, un unico pensiero monopolizza la mente della padrona di casa: "cosa avrà visto in mia assenza?".
Laura si allontana per raggiungere la sua auto con un unico pensiero in mente: "cosa cavolo avrò mangiato che mi avrà fatto venire le allucinazioni?".